13 febbraio 2012

HTML5, applicazioni native, e l’alba di un conflitto di interesse

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Parliamo di HTML5 e applicazioni native.

Puoi scegliere una strada o un’altra. O un ibrido delle due. Con una puoi coprire piattaforme multiple con un unico progetto. Con l’altra puoi monetizzare senza grandi sforzi. Con l’una puoi aggirare regole, limitazioni e costi dei marketplace. Con l’altra puoi sfruttare al meglio l’hardware sottostante. Ci sono pro e contro nel seguire una strada o l’altra.

Diciamo che, per ora, le applicazioni HTML5 non sono ancora in concorrenza con le app native (c’è chi dice “perché non scrollano con fluidità”).

Diciamo che, qualora le applicazioni HTML5 dovessero aumentare di importanza e diffusione, si imporrebbe un adeguamento delle caratteristiche degli Internet Browser per supportare nuove funzionalità, maggiori possibilità di input dall’utente, un accesso più spinto al client, ecc. ecc.

Diciamo che, in un futuro non troppo remoto, le applicazioni HTML5 potrebbero andare ad intaccare o addirittura a minacciare il mercato delle app native.

Ecco. Ora andiamo a controllare un secondo chi controlla i marketplace delle app native, guadagnando in media un terzo del costo dell’app per ogni acquisto. Non limitiamoci solo ad una piattaforma, guardiamone almeno tre. Vi vengono in mente tre nomi ? Un aiuto. Apple, Microsoft, Google.

Ora, andiamo a vedere se questi Apple, Microsoft, Google sviluppano anche degli Internet Browser.

Risposta positiva. Coprono anche, congiuntamente, la maggioranza del traffico web con Internet Explorer, Chrome e Safari.

Ora poniamoci un’ultima domanda.

Se l’HTML5 ha bisogno degli Internet Browser, e l’HTML5 va in concorrenza con i marketplace, e chi gestisce i marketplace sviluppa gli Internet Browser, come andrà a finire ?

HTML5 avrà un futuro solo dove non ci sarà questo conflitto di interesse ?

Che ne pensate ?