21 giugno 2011

Rimino. Le interfacce touch tornano umane

In cerca di novità negli approcci alla user interaction ?

Io sono rimasto affascinato dal progetto Rimino di Amid Moradganjeh, sviluppato all’interno del Umea Institute of Design, che propone il concept di un dispositivo mobile basato su E-Paper.

Quello che mi è piaciuto molto è l’approccio di partenza. Di solito lo standard dell’industria mobile, oggi, è partire dalla tecnologia per proporre un oggetto che (si spera) trovi applicazioni pratiche e ‘fiche’ una volta dato in pasto agli sviluppatori.

Si parte dalle soluzioni per memoria, display, interfacce di comunicazione, antenne, chip di vario genere, batterie, ecc. ecc. e poi si fabbrica un oggetto al quale l’utente deve in qualche modo adattarsi. Nella misura in cui gli sviluppatori e i sistemi operativi sono riusciti a rendere utilizzabile quell’hardware.

Con Rimino assistiamo all’approccio opposto. Si parte dalle idee. Come usi un cellulare ? Di cosa te ne fai di uno smartphone ? Cosa sarebbe veramente utile nelle attività di tutti i giorni ?

Dalle idee nascono quindi le interazioni, e le soluzioni.

Che sono tantissime, che sono in parte ancora molto difficili da realizzare, o che sono anche applicabili sui dispositivi attualmente in produzione.

Ne faccio una breve selezione, isolando quelle che mi hanno colpito di più.

Uno smartphone davvero smart …


rimino-very-smart
Se lo smartphone è davvero smart, certe operazioni possono diventare più intuitive. Se è abbastanza smart, il telefono capisce che stai telefonando perché appoggi il cellulare all’orecchio e pronunci un nome. Se è abbastanza smart, il telefono si accorge che ti sei allontanato e si blocca o ti avverte. Se è abbastanza smart, il telefono si accorge che, mentre ricevi una telefonata, guardi il display e rimetti il telefono in tasca, quella telefonata va rifiutata.

Attirare l’attenzione


rimino-knock
Un’idea molto interessante e intuitiva per comunicare con un contatto può essere quella di attirare l’attenzione prima di aprire un canale di comunicazione. ‘Bussando’, letteralmente, all’altro contatto si segnala di volere aprire una comunicazione in maniera non intrusiva. Il destinatario a questo punto può aprire la comunicazione (verbale o testuale) semplicemente muovendo il telefono.

rimino-shout
Al contrario, in certi casi potrebbe essere utile lasciare aperto un canale, con un contatto, per essere letteralmente ‘svegliati’ da un richiamo ad alta voce.

Piegare per cambiare il livello di dettaglio


rimino-bend
Interessante l’approccio per cui, con una applicazione aperta e piegando in una direzione il telefono si ottiene un aumento del dettaglio dell’interfaccia, mentre nel senso opposto si ottiene una diminuzione del dettaglio in modo da operare con più facilità.

Una sorta di ‘detail zoom’ molto intuitivo.

Poster UI


rimino-poster-ui
Il linguaggio grafico adottato, oltre ad essere stilisticamente ‘cool’ e di tendenza, è pensato per focalizzarsi sul contenuto. Come nell’interfaccia Metro di Windows Phone 7, tutto il contenuto diventa anche elemento di interazione escludendo completamente bordi, icone, elementi di drag ed altri concetti che ci portiamo dietro da tanto tempo.

Una tendenza ?


Interazione con altri oggetti


rimino-timer
Sempre se il telefono è abbastanza smart, sarà possibile anche farlo interagire con oggetti posti nelle vicinanze, e a seconda del tipo di oggetto si otterrà un comportamento diverso.

Ecco quindi che il telefono può diventare un timer da cucina, un mouse, o semplicemente l’estensione dello schermo di un altro telefono.

In conclusione


Se vi interessano questi concept vi invito a dare un’occhiata al video di presentazione di Rimino ma anche ad esplorare il sito ufficiale.
Ci sono sicuramente molti spunti interessanti a cui non ho nemmeno accennato in questo post.


Rimino - A Human Touch on Mobile Experience from Amid Moradganjeh on Vimeo.

Chiaramente molti di questi spunti non sono ancora realizzabili, né lo saranno a breve. O forse non saranno più interessanti nel momento in cui avremo le tecnologie per farlo.

Però vale sempre la pena sperimentare, provare, intuire qualche nuovo uso.

Che ne dite ?

2 commenti:

  1. In pratica non è uno smartphone ma un aggegio tuttofare. :D

    L'unico rischio che vedo, per quanto l'idea mi sembri intuitiva, è proprio il problema dei dispositivi all-in-one: troppe funzioni da ricordare ed usare. Se penso a quello che direbbe mio papà... Brrrr... ^^'

    Sì, credo che sia lo sforzo del rendere tutto "normale" e "naturale" la parte più complicata ma anche quella che può davvero decretare il successo di un tale dispositivo...

    Ciau! ^^

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  2. Eh sì, le funzioni forse sono troppe (e alcune contrastano) anche se poi credo si cerchi di mettere tanta carne al fuoco per poi estrarre qualcosa di buono ..

    Ciao JP!

    RispondiElimina

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