28 marzo 2011

Business Model Generation. E’ un libro. Ecco la recensione.

Lavorate in proprio ? Avete una piccola impresa ? Avete mai tentato di andare oltre il modello del “progetto su commissione” ? Io sì, e una delle difficoltà più grandi che ho trovato, come tecnico, è stata quella di progettare un modello di business degno di questo nome.

Business Model Generation può aiutare nel colmare, almeno parzialmente, questa lacuna.

Ufficio febbraio 2011 (8)

Cosa non è Business Model Generation ?

Non è un saggio sui modelli di business. Non è un libro di analisi o di spiegazione dettagliata di cosa significa fare business o creare modelli di business. Non è un libro teorico.

Si tratta di un manuale che fornisce, nel modo più pratico ed accessibile, una serie di strumenti che possono aiutare nella creazione, modifica, confronto ed evoluzione di uno o più modelli di business.

Gli strumenti in questione sono:

  • Il Business Model Canvas, un sistema per codificare e schematizzare il modello di business in un unico foglio.
  • Una serie di pattern per trovare soluzioni già pronte a problemi comuni.
  • Una serie di tecniche per aiutare la progettazione.
  • Esperienze, trucchi, una community online, e altro.

 

Il Business Model Canvas

Questo strumento non è altro che uno schema ben progettato per descrivere a grandi linee il modello di business in un unico foglio (o lavagna).advertising-canvas

Il foglio viene separato in zone che identificano aspetti ben precisi del modello di business: il valore, le attività, le risorse, i partner, i costi, gli introiti, le relazioni con il cliente, i canali, il target.

Ogni zona è, non casualmente, confinante con le zone che influiscono maggiormente. Riempire le ‘zone’ diventa dopo qualche tempo una attività non dico facile, ma almeno intuitiva.

I pattern

I lettori che sono anche programmatori apprezzeranno questo strumento. I design pattern non sono altro che soluzioni generiche e riutilizzabili a problemi comuni.

Quelli proposti da Business Model Generation non fanno eccezione e sono molto interessanti perché, specie se non si è esperti, si possono comprendere meglio molte problematiche. E, soprattutto, le soluzioni.

Difetti del libro

Essenzialmente il difetto principale è la lunghezza del testo. 276 pagine raggiunte inserendo una mole enorme di foto, grafici, pagine contenenti solo una frase (per quanto di impatto) e altri ‘trucchi’ del genere.

Insomma, il mio povero Geeksfera, il libro degli uffici, poteva subire un trattamento simile ed arrivare come niente alle 300 pagine.

Pregi del libro

Il libro è molto bello da vedere, ricco di illustrazioni, foto e grafici con uno stile fresco e informale. E’ piacevole da leggere, e difficilmente vi si trovano termini incomprensibili o troppo settoriali.

In generale, essendo essenzialmente un manuale, è anche possibile leggerlo per singole sezioni, e passare direttamente alle pagine che interessano di più. Oppure saltare pattern ed esempi che non ci interessano.

Trovo che le sezioni più interessanti in assoluto siano quelle che ho descritto: il Canvas e i Pattern.

Notevole è il fatto che siano corredate da esempi di aziende e prodotti reali, non ipotetici. Vedere riportato sul Canvas il modello di business dell’iPod della Apple fa comprendere subito molte cose, per intenderci.

In Conclusione

Credo sia un libro che può valere la pena leggere, soprattutto se non si è esperti del settore.

L’unica avvertenza è quella di non illudersi che, libro alla mano, si possa realizzare il migliore dei modelli di business possibili per la propria attività.

Il successo non è garantito. Questo manuale fornisce strumenti. Ottimi strumenti, semplici e comprensibili.

Ma il talento, l’intuizione, l’analisi e, in definitiva, la paternità del risultato spetta sempre a chi lo strumento lo usa.

Possibilmente bene.

Buona lettura !