11 marzo 2010

Un progetto di Home Automation (parte 1)

Inizio una breve serie di post che andranno a seguire il piccolo progetto che sto portando avanti per migliorare la domotica nella mia abitazione.

I post saranno abbastanza distanziati tra loro, come minimo un mese o due, e seguiranno l’evolversi del progetto con una descrizione delle soluzioni adottate.

Naturalmente mi aspetto commenti o indicazioni da tutti i lettori interessati all’argomento. Ne potrebbero nascere belle discussioni.

Credo che l’argomento sia interessante più che altro per capire come l’home automation debba essere qualcosa di più della banale accensione temporizzata di luci e stereo ma possa, se adottata con buon senso e applicata a partire da esigenze reali, migliorare veramente l’uso che facciamo della nostra abitazione.

Cominciamo.

Il problema

L'appartamento in questione gestisce la caldaia con un cronotermostato vecchio, malfunzionante, danneggiato ed esteticamente sgradevole.

domotica-progetto-cronotermostato

Orribile, vero ? Ma il problema non è puramente estetico. La poca distanza (circa un metro, vedi foto successiva) tra la sonda di temperatura del termostato e il camino del salone implica che, una volta acceso il camino, la temperatura di riferimento aumenti di diversi gradi.

Ne consegue che il salone è ragionevolmente caldo ma il resto della casa, soprattutto la zona notte, rimane al freddo ...

Che furbata, eh ?

domotica-progetto-appartamento

Un’altra conseguenza della presenza della sonda di temperatura nel salone sta nel fatto che d’inverno, quando tutti sono in camera a dormire, questa zona diventa più fredda, e il riscaldamento si accende anche se nelle camere da letto la temperatura è accettabile.

Il primo requisito è quindi quello di poter aumentare il comfort dell'abitazione considerando sia la zona giorno che la zona notte, in maniera più furba rispetto a quanto avviene ora.

Un’altra necessità è quella di proteggere eventuali modifiche sconsiderate al termostato: è infatti già successo che la suocera o il bambino piccolo andassero a modificare le 'levette' meccaniche delle temperature peggiorando involontariamente (e drasticamente) la situazione di comfort. Ritrovarsi in gennaio con il riscaldamento spento per sbaglio non è proprio piacevole !

Il progetto

Per risolvere questi piccoli problemi vorrei gestire l’automazione in questo modo:
  1. Rimuovere il cronotermostato a parete a favore di una gestione con elettronica 'invisibile'.
  2. Utilizzare un’interfaccia utente per modificare le impostazioni tramite un client grafico (web?) collegabile al WiFi della rete domestica, già stra-utilizzata da iPhone, set-top box, netbook e altro.

    Un comando manuale di accensione o spegnimento del riscaldamento dovrebbe comunque essere lasciato a disposizione nel caso di perdita della rete.
  3. Utilizzare due sonde di temperatura poste nella zona giorno e nella zona notte dell'appartamento.
  4. Poter scegliere, manualmente e tramite una fascia oraria programmabile, la temperatura di target dell'appartamento e la sonda di riferimento da usare per stabilire se accendere o spegnere il riscaldamento.

    Le sonde di riferimento dovrebbero essere scelte tra: Solo Notte, Solo Giorno o Media Giorno + Notte.

Situazione

Per ora non ho ancora cominciato a smontare nulla. Per il software ho già una soluzione (sono uno sviluppatore, no ?) ma sono in cerca di una scheda a basso costo che mi permetta di gestire almeno un I/O digitale (per accendere e spegnere il riscaldamento) e le due sonde di temperatura.

Qualche idea ?

4 commenti:

  1. Beh, quel cronotermostato in effetti è "vistosamente presente" e qualunque idea per nasconderlo mi pare buona. Anche perchè, diciamocelo, la "logica che gestisce" si riesce comodamente a farla stare in PLC o qualcosa del genere (magari un minipc industriale con un processore basso consumo, wifi integrata e un piccolo web server tramite cui gestire tutto => tipo un router ADSL casalingo, per capirci, con il pannello di configurazione "web")...

    Ciau!

    JP

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  2. JP, direi che sei sulla buona strada. Pensavo ad una soluzione simile, anche se semplificata al massimo per ridurre i costi ..

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  3. Che forte senso di deja vu :D
    Io ho la stessa identica situazione e ho iniziato a ragionare sulle stesse identiche cose.
    Ho gia fatto qualche esperimento con un po' di hardware (arduino + sensore temp/hum + trasmettitore radio) per "scambiare dati" e pensavo di utilizzare per la parte più "smart" un dispositivo con microframework .NET
    Se ti interessa qualcosa sono a disposizione :)

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  4. Grazie Fabrizio, fa piacere vedere che non sono il solo a studiare il problema. Non mancherò di chiederti qualcosa soprattutto nel caso dovessi approdare su Arduino e microFramework..

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