8 giugno 2009

[userinterfaccia] l’interfaccia utente vista da un bambino

Mio figlio ha 23 mesi.

E’ nato in un periodo in cui la tecnologia è disponibile in quantità e varietà mai vista prima.

Non ha mai visto un mondo senza Internet, senza touch screen, senza wireless, senza cellulari.

Cresce in un periodo in cui il computer si cela dietro qualunque oggetto grande o piccolo, non necessariamente all’interno di una grossa scatola di metallo appoggiata su una scrivania o in una sala server.

Per quanto mi riguarda, per ora, cerco di non forzarlo ad usare oggetti tecnologici. Avrà tutto il tempo per farlo nei prossimi anni.

Eppure questi sono talmente a portata, in casa, che il piccolo ogni tanto non resiste alla tentazione di impossessarsi del telecomando, di un cellulare o della tastiera del computer.

E allora ne approfitto per osservarlo un pochino, e cerco di capire come un bimbo di quasi due anni affronta le nuove tecnologie e le interfacce utente.

E quali sono le interfacce che funzionano con un bimbo di (quasi) due anni.

Ecco ciò che ho notato.


Televisore

Il televisore è un oggetto sicuramente attraente, con tutti quei filmati e colori in movimento, con i cartoni animati e le canzoncine.

Ancora più attraente, da quando ha scoperto come si usa, è il telecomando, il simbolo del potere.

Il piccolo lo sa usare per cambiare canale (a caso, ovviamente), e per accendere e spegnere il televisore. Lo dirige correttamente verso l’apparecchio televisivo ed ha anche scoperto (purtroppo) che esistono pulsanti sulla tv che agiscono allo stesso modo di quelli sul telecomando.

Tuttavia non è riuscito ad imparare funzioni che vadano oltre l’accensione, lo spegnimento o la selezione a caso dei programmi: anche il più semplice dei telecomandi è complesso e poco intuitivo. Persino un adulto fa fatica a comprenderne tutti gli utilizzi.

Ecco quindi che, quando il bimbo vuole qualcosa in particolare, il telecomando viene passato senza tanti indugi al papà o alla mamma. Ci pensino loro a trovare il canale giusto !

 

Cellulari / Cordless

Le suonerie e gli schermi colorati dei cellulari e dei cordless attraggono il bambino in maniera irresistibile. Si tratta di oggetti maneggevoli, in cui alla pressione dei tasti di solito viene associano un risultato immediato.

Per quanto la navigazione tra i menu sia difficile e, spesso, poco intuitiva, il piccolo trova quasi sempre (con un processo di tentativi ed errori) la sequenza di tasti che lo porta alla selezione delle suonerie o, peggio, ai numeri dell’agenda !

 

Notebook / Desktop

Lo schermo del computer è anche meglio del televisore. Ci sono meno cose che si muovono ma, evidentemente, quelle cose rispondono ai comandi diretti del papà, della mamma o .. del pargolo.

Al bambino piace molto Internet, e in particolare YouTube (per i cartoni animati, molto intuitivo nelle anteprime che accompagnano la scelta di filmati simili a quello selezionato) e Facebook (gli piace molto vedere le foto di persone conosciute).

La tastiera è lo strumento preferito dal piccolo internauta: alla pressione di un tasto corrisponde una azione sullo schermo. Anche se è presto per creare una associazione tra tutti i tasti e tutte le funzioni, almeno la barra spaziatrice o il tasto di Invio sembrano portare quasi immediatamente ad un evento, e questo piace al bambino.

Il mouse è altrettanto divertente, ma è poco intuitivo. Il bambino imita il papà o la mamma nel trascinarlo e nel premere i bottoni (il rumore del click del mouse è irresistibile), ma fa fatica ad associare il cursore in movimento con quello che fa lo strumento fisico, e tantomeno riesce ad associare una azione più complessa come la selezione di un’icona o anche solo il click sull’icona stessa.

Peggio ancora per il Touchpad, che non viene nemmeno riconosciuto come oggetto ‘attivo’ e viene tranquillamente ignorato.


iPhone

L’iPhone è in assoluto l’oggetto tecnologico preferito dal bambino, ed è impressionante vederlo usare con cognizione e confidenza.

Non scherzo, e non esagero, affermando infatti che mio figlio sa usare l’iPhone meglio di sua madre.

E’ in grado di accendere il display, sbloccarlo con l’apposito slider, trovare all’interno delle schermate multiple le icone dei ‘suoi’ giochini (principalmente quelle toys app che fanno suoni ed animazioni carine). Sa entrare nei giochi ed uscire quando è stanco. Si diverte a scorrere e selezionare immagini, filmati e musica, trovando senza difficoltà le sue preferite.

Non capisce, o non ha ancora scoperto, il multi touch e la possibilità di controllare le applicazioni tramite accelerometro, ma sa usare il flip (l’azione di ruotare l’iPhone in modo che il display sia rivolto verso terra, e poi fare il movimento opposto) se questo è associato all’azione di qualche gioco.

Insomma, si tratta di uno strumento ad alta tecnologia che il bimbo è in grado di maneggiare con sicurezza e destrezza.

 

Quale interfaccia ?

Le interfacce utente sono tante, e i dispositivi di input sono vari e molto diversi tra loro.

E’ ovvio che per usare uno strumento tecnologico al meglio lo strumento migliore può essere una tastiera ma, al momento, il più intuitivo è in assoluto il touch screen. Inoltre, che un bambino di poco meno di due anni comprenda e sia in grado di effettuare con precisione sia il tap che lo slide la dice lunga su quanto questi gesti siano facili da capire, e come siano probabilmente la base per la progettazione di un’interfaccia veramente intuitiva.

Poi, ne sono sicuro, ci sono interfacce touch più o meno comode e bene organizzate. Non nascondo che quella proposta dall’iPhone sia una delle migliori in assoluto. Non penso infatti che il mio bimbo sia in grado di usare allo stesso modo un HTC Touch, per quanto simile.

Eppure se sarei veramente curioso di vederlo di fronte ad una applicazione per Microsoft Surface. Se dovessi trovarmene uno in casa, ve lo farò sapere …