Chiacchierando con alcuni colleghi di fronte alla macchina del caffè, ho avuto modo di ascoltare un'interessante teoria a proposito del ciclo di assunzioni all'interno di alcune aziende, che si può riassumere in una sequenza di azioni:
1. FASE A:
L'azienda assume per una attività un nuovo dipendente. Per risparmiare denaro ed avere un maggiore controllo dell'attività stessa, la persona viene scelta senza particolari esperienze o skills.
L'attività viene portata avanti, ma il dipendente compie molti errori e non produce un lavoro qualitativamente eccezionale. Inoltre necessita di parecchio tempo da parte dei responsabili per essere istruito a dovere su ogni azione da compiere, riducendo così la produttività sull'intero reparto.
Per questo motivo, si arriva a ..
2. FASE B:
L'azienda assume una persona di esperienza, skill notevoli e buone motivazioni. Deve spendere di più ma lo considera un buon investimento sulla qualità del lavoro e la produttività del reparto.
Il nuovo dipendente si mette al lavoro ottenendo buoni risultati. Tuttavia, a causa della sua esperienza, motivazione e skill, con il tempo tende a cercare di modificare il metodo di lavoro e l'organizzazione aziendale per migliorarne ancora di più l'efficienza.
Questo atteggiamento può portare ad una evoluzione positiva dell'intera organizzazione oppure a nuovi attriti e malumori se la dirigenza non vede di buon occhio un decentramento del controllo verso il personale esperto. Nel secondo caso, il dipendente assunto nella Fase B perde fiducia nell'organizzazione e, essendo spinto da un miglioramento costante della propria situazione, si guarda attorno fino all'inevitabile licenziamento.
A questo punto si torna a ..
3. FASE A:
La dirigenza, vista l'esperienza negativa del dipendente esperto / skillato / motivato, decide di assumere nuovamente un profilo con scarsa esperienza ed attitudini. In questo modo ritiene di tornare ad ottenere il controllo delle proprie attività.
A questo punto il ciclo si ripeterà all'infinito, con una considerazione interessante che vede il turnover di questa azienda costantemente focalizzato sui profili della Fase B, ovvero quelli più esperti e capaci. Con il tempo ed il susseguirsi delle fasi, l'azienda perderà queste figure per ritrovarsi solo con i dipendenti assunti nella Fase A ...
Non credo che questa teoria sia applicabile a tutte le realtà, ma sicuramente è interessante e curiosa.
Cosa ne pensate ? Riconoscete questa sequenza nella storia delle assunzioni della vostra azienda ?
12 febbraio 2009
La teoria delle assunzioni FASE A - FASE B
Tags:
humour,
lavoro,
produttivita
Chiacchierando con alcuni colleghi di fronte alla macchina del caffè, ho avuto modo di ascoltare un'interessante teoria a proposito del ciclo di assunzioni all'interno di alcune aziende, che si può riassumere in una sequenza di azioni:
1. FASE A:
L'azienda assume per una attività un nuovo dipendente. Per risparmiare denaro ed avere un maggiore controllo dell'attività stessa, la persona viene scelta senza particolari esperienze o skills.
L'attività viene portata avanti, ma il dipendente compie molti errori e non produce un lavoro qualitativamente eccezionale. Inoltre necessita di parecchio tempo da parte dei responsabili per essere istruito a dovere su ogni azione da compiere, riducendo così la produttività sull'intero reparto.
Per questo motivo, si arriva a ..
2. FASE B:
L'azienda assume una persona di esperienza, skill notevoli e buone motivazioni. Deve spendere di più ma lo considera un buon investimento sulla qualità del lavoro e la produttività del reparto.
Il nuovo dipendente si mette al lavoro ottenendo buoni risultati. Tuttavia, a causa della sua esperienza, motivazione e skill, con il tempo tende a cercare di modificare il metodo di lavoro e l'organizzazione aziendale per migliorarne ancora di più l'efficienza.
Questo atteggiamento può portare ad una evoluzione positiva dell'intera organizzazione oppure a nuovi attriti e malumori se la dirigenza non vede di buon occhio un decentramento del controllo verso il personale esperto. Nel secondo caso, il dipendente assunto nella Fase B perde fiducia nell'organizzazione e, essendo spinto da un miglioramento costante della propria situazione, si guarda attorno fino all'inevitabile licenziamento.
A questo punto si torna a ..
3. FASE A:
La dirigenza, vista l'esperienza negativa del dipendente esperto / skillato / motivato, decide di assumere nuovamente un profilo con scarsa esperienza ed attitudini. In questo modo ritiene di tornare ad ottenere il controllo delle proprie attività.
A questo punto il ciclo si ripeterà all'infinito, con una considerazione interessante che vede il turnover di questa azienda costantemente focalizzato sui profili della Fase B, ovvero quelli più esperti e capaci. Con il tempo ed il susseguirsi delle fasi, l'azienda perderà queste figure per ritrovarsi solo con i dipendenti assunti nella Fase A ...
Non credo che questa teoria sia applicabile a tutte le realtà, ma sicuramente è interessante e curiosa.
Cosa ne pensate ? Riconoscete questa sequenza nella storia delle assunzioni della vostra azienda ?
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